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Varese
Nonostante le testimonianze archeologiche presenti
nel Civico Museo Archeologico di Villa Mirabello confermino l'esistenza
di insediamenti abitativi risalenti fino al 5000 a.C., non molto sappiamo
della storia della città. In tarda epoca imperiale, un piccolo
villaggio di origine gallica, cominciò ad assumere una certa
rilevanza in quanto collocato lungo strategiche vie di transito. In
un documento del 922 viene citata per la prima volta la chiesa di
Varese. Nel corso del XIII secolo, la vita del borgo si rafforza grazie
soprattutto alle attività mercantile che avevano epicentro
nel mercato alla Motta. Un borgo che viveva la sua prima espansione
territoriale racchiuso entro sei direttrici specifiche segnate da
altrettante porte: la porta Rezzano si trovava in fondo all'attuale
via Marcobi e immetteva sulla strada per S. Maria del Monte; la porta
Regondello; la porta di S. Martino vicino all'omonima chiesa; la porta
Milano, la porta Motta e la porta Campagna. Nel 1237 Varese combattè
a fianco di Milano contro l'Imperatore Federico Barbarossa, che pare
abbia alloggiato nel sito, oggi comunemente detto Castello di Belforte,
lungo l'importante via verso la Svizzera. Un grande cambiamento avviene
nel corso del XVIII secolo. Lo stesso Francesco d'Este nel 1766 ebbe
in feudo il borgo dall'imperatrice d'Austria, Maria Teresa. La città
seppur per poco tempo si trasforma in una corte dedita ai ricevimenti,
alle parate e alle battute di caccia. Nel 1797 Varese era già
stata eletta capoluogo del dipartimento del Verbano. Nel 1816, finalmente,
il borgo viene ufficialmente promosso al rango di città dall'imperatore
d'Austria. Nel 1830 fu inaugurata la pubblica illuminazione a gas
e nel 1857 Varese venne elevata a rango di città regia e l'anno
successivo si aprì una sottoscrizione pubblica per costruire
una linea ferrata tra Varese e Gallarate. Il 9 agosto 1865 il primo
treno della linea Milano-Varese entrò in città. Da quel
punto in poi Varese vide sorgere sempre più industrie desiderose
di rispondere al fabbisogno crescente del sud, e fino alla prima guerra
mondiale si diffusero industrie di cartiere, carrozzerie, concerie,
calzaturifici, cotonifici, setifici, tessiture e le ceramiche. Nel
1927 Mussolini ottenne la costituzione di una nuova provincia per
Varese. I molti laghi che la circondano, i parchi ed il dolce paesaggio,
ai piedi del grande "Massiccio del Campo dei Fiori" donano
alla città un fascino particolare che non manca di attrarre
il turista. Il panorama varesino, dominato dal bel Sacro Monte, sembra
evocare l'antico splendore della città, legato all'epoca d'oro
della villeggiatura, con le sue ville ed i suoi famosi alberghi "Liberty".
Lo sviluppo costante ed armonioso della Varese del tempo, arricchito
di fermenti culturali ed artistici, permise infatti la sua crescita,
sia artigiano-industriale che turistico-residenziale, aumentandone
ancor più il benessere.
II CAMPANILE della Basilica, detta "del Bernascone",
rappresenta uno fra i più bei campanili di Lombardia (prima
metà del sec. XVII). Campanile della fine del sec. X,  ricostruito
nel 1347. Fra gli edifici pubblici della città ricordiamo PALAZZO
ESTENSE, monumento nazionale di maggiore importanza. È oggi
sede del Municipio. Alle spalle del Palazzo, si estende un parco all'italiana
fra i più incantevoli d'Italia; denominato "Giardini Estensi"
(oggi parco pubblico), fu costruito ad imitazione dei giardini di
Schonbrunn (Vienna)e terminato nel 1787. Comunicante con il parco
si estende l'area di VILLA MIRABELLO, oggi sede dei Musei Civici,
che vanta un bel giardino all'inglese con esemplari arborei rari e
di grande bellezza, come il secolare cedro del Libano. La VILLA RECALCATI,
invece, sede dell'Amministrazione Provinciale dal 1931, sorge a Casbeno 
(importante rione di Varese) e appartiene anch'essa al '700. La più
grande, VILLA ANDREA PONTI, risalente alla seconda metàdel
Settecento, venne demolita e ricostruita in stile eclettico nella
seconda metàdell'Ottocento (Arch. Giuseppe Balzaretti). Varesepropone,
al turista anche la visita ai suoi Vecchi Portici, che, con la piazza
del Podestà, il PALAZZO DEL PRETORIO ed il PALAZZO BIUMI (il
"Broletto" cittadino), caratterizzano il suo centro storico
(ossia l'antico Corso Maggiore)e, da sempre, costituiscono il punto
di ritrovo, durante il "passeggio", sia dei giovani che
della cittadinanza. Nelle vicinanze della città sorge il monumentale
complesso architettonico del SACRO MONTE (m. 880) con l'affascinante
borgo medioevale, il SANTUARIO di Santa Maria del Monte (le cui attuali
forme architettoniche, risultanti dall'ampliamento della antica chiesa
preesistente,  risalgono
alla metà del sec. XV) e le 14 CAPPELLE del '600, erette sui
disegni dell'architetto Bernascone. Nel santuario si venera un'antichissima
statua lignea della Vergine (dalla tradizione attribuita a San Luca
e venerata come una delle "Madonne nere" 'Europa). Interessante
al Sacro Monte è pure la visita al MUSEO BAROFFIO (o del Santuario)
e, soprattutto, alla VILLA POGLIAGHI ("Ludovicianum"), con
le sue numerose raccolte d'arte, tra cui il calco originale, in gesso,
delle porte in bronzo del Duomo di Milano. Il vicino CAMPO DEI FIORI
(m. 1.227) offre al visitatore un'eccezionale vista panoramica. Dalle
sue cime, si può, spaziare sui molti laghi lombardi e sulle
Prealpi, fino al massiccio del Rosa e alla catena delle Alpi all'orizzonte.
Non si può dimenticare, in questa breve panoramica della zona,
un cenno  sul
LAGO DI VARESE. Il più importante insediamento di palafitte
fu scoperto sull'Isola Virginia (l'antica Isola di San Biagio), vicino
alle rive occidentali del lago. Delleantiche tradizioni e del folklore
non molto è rimasto nella zona. Il quartiere più caratteristico
della vecchia Varese è quello della Motta, che ha, inoltre,
mantenuto buona parte delle sue tradizioni. Una festa, probabilmente
antichissima, di Varese la ricorrenza della "Gioeubbia",
o della "Giubbiana", l'ultimo giovedì di gennaio,
festeggiata familiarmente in vari modi, a seconda delle diverse località
della provincia. La tradizione della città e il dialetto locale
(il "bosino") sono mantenuti vivi dal Gruppo Folcloristico
Bosino, costituito nel 1927, e dalla Famiglia Bosina di Varese. Tipica
maschera bosina è "Pin Girometta", creato dalla fantasia
del prof. Il maggior poeta del nostro vernacolo è Speri Della
Chiesa Jemoli (1865-1946).
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